Funzionamento Interfaccia Modi Digitali

Descrizione del funzionamento di un’interfaccia per modi Digitali.

Chiunque si accinga ad utilizzare il proprio RTX per comunicare in PSK31, RTTY, JT o altri modi digitali si imbatte nel problema dell’interfacciamento del computer al proprio apparato.

Di interfacce in vendita ve ne sono molteplici, quasi tutte caratterizzate da un comune denominatore: possono costare molto.

Facendo un giretto per il web ci si imbatte in una moltitudine di schemi elettrici relativi ad interfacce più o meno economiche adatte allo scopo.

Quasi tutte fanno uso di 2 trasformatori di isolamento 1:1 600 ohm di derivazione telefonica per “separare o isolare elettricamente “ l’ingresso e l’uscita della scheda audio del pc dall’ingresso TX e dall’uscita RX del trasmettitore.

Inoltre, se non si vuole fare uso del VOX del RTX, molte di esse incorporano un opto isolatore che traduce i livelli RS232 in un segnale utile a pilotate il PTT.

Alcune interfacce sono di una semplicità estrema, non prevedendo alcun sistema di adattamento del livello del segnale tra pc ed apparato, altre risultano inutilmente complicate. Questo nostro studio nasce dalla necessità di realizzare un’interfaccia il più possibile semplice e nel contempo che offra comunque le caratteristiche indispensabili al buon funzionamento. Vedremo  una  soluzioni per così dire “controcorrente”.

Alcune considerazioni:

 Primo: un RTX o è in trasmissione oppure è in ricezione, ma mai contemporaneamente.

Secondo: l’adattamento dei livelli audio tra pc e rtx è indispensabile, anche in considerazione del fatto che l’uscita audio della scheda pc offre livelli di segnale molto alti rispetto a quelli necessari all’ingresso tx e viceversa l’uscita rx del trasmettitore presenta livelli molto alti rispetto a quelli necessari all’ingresso della scheda audio, soprattutto se si utilizza l’ingresso microfonico e non il line-in (scelta sicuramente migliore)

Terzo: durante la fase di trasmissione potrebbe essere necessario evitare rientri di radiofrequenza verso il PC.

 

Partiamo dalla prima considerazione.

I trasformatori di isolamento 1:1 da 600 ohm non sono sempre facilmente reperibili. E visto che non sarà mai necessario utilizzarli tutte e due contemporaneamente vediamo di razionalizzarne l’utilizzo impiegandone solo uno che faremo funzionare sia in ricezione che in trasmissione. Se poi non è da 600 ohm ma di altro valore ed anche non simmetrico, la cosa importa relativamente.

La seconda considerazione ci porta a realizzare una rete resistiva di adattamento sia in ingresso che in uscita mediante resistenze e potenziometri. Potremo così regolare i segnali in gioco in modo danon provocare fenomeni di distorsione deleteri per la decodifica dei segnali ricevuti e fonte di sblateri in fase di trasmissione.

La terza considerazione ci induce a prevedere un adeguato sistema di fuga a massa della RF che eventualmente raggiunge l’interfaccia.

ll tutto si traduce nel seguente schema:

INTERFACCIA ANOMALA

Analizziamo lo schema.

L’interfaccia è incentrata su di un classico trasformatore di isolamento 600 ohm 1:1, utilizzato in questo caso sia in ricezione che in trasmissione, con conseguente risparmio di un trasformatore. Sembra poco, ma è una soluzione nel caso di una difficoltosa reperibilità. Ad ogni modo il nostro RTX non funziona mai contemporaneamente in ricezione ed in trasmissione, quindi….

Durante la fase di ricezione il segnale passa dal RTX al trasformatore di isolamento attraverso l’impedenza L5. Sull’altro avvolgimento del TR1 il segnale viene prelevato da R1 e regolato in livello mediante il cursore del medesimo. Il segnale viene quindi inviato all’ingresso audio del PC attraverso l’induttanza L2 (VK200).

Durante la fase di trasmissione il segnale passa dall’uscita audio del PC attraverso l’induttanza L1 e la resistenza R3 che con il potenziometro R1 costituisce un partitore resistivo di circa 10:1 ( anche di più in realtà visto che R1 è in parallelo all’avvolgimento del TR1). Sull’altro avvolgimento, lato RTX, il segnale viene prelevato da R2, regolato in ampiezza ed inviato alla presa di ingresso attraverso C3 ed L4. Come si può notare analizzando lo schema, su tutti gli ingressi e su tutte le uscite sono state collocate delle impedenze VK200 per impedire passaggi di disturbi a RF. I condensatori C1 e C2 costituiscono un ulteriore cortocircuito per la RF.

 

(Fonte: Articolo di Mariano IWØDVV )